JONATHAN MEESE

ECHOSEX: 1. MITSCHNACKER “KUNST” BRÜLLTS: RAN AN DEN SPECK, ES BRINGT’S
2012, olio su tela, 270 x 180,3 x 4,3 cm

INQUIRE

Jonathan Meese è un artista tedesco nato nel 1970.

Partecipa alla Biennale di Berlino del 1998, con l’installazione “Ahoi der Angst”, un collage fotografico dedicato al Marchese de Sade. Nel 2003, grazie all’amico artista Daniel Richter, la galleria Contemporary Fine Arts di Berlino gli organizza una mostra personale intitolata “Young Americans” e nel 2004 una doppia personale “Spezialbilder Jonathan Meese / Albert Oehlen”. Nel 2014 il Museo d’Arte Contemporanea di Miami (MoCA) presenta al pubblico americano la sua prima grande mostra negli Stati Uniti. Le sue opere sono presenti in musei internazionali tra cui il Centro Georges Pompidou a Parigi, la Hall Art Foundation a New York, il Musées de la Ville de Strasbourg, lo Stedelijk Museum voor Actuele Kunst (S.M.A.K.) a Gent, e in importanti collezioni private tra le quali la Collezione della famiglia Rubell e la Collezione De La Cruz a Miami.

L’arte di Meese si trova a metà strada tra l’espressionismo e l’azionismo, combina pittura, scultura, installazioni e performance, mescolando riferimenti storici, leggendari e di fantascienza con raffigurazioni di personaggi che rappresentano tutte le diverse sfaccettature della sua personalità. Nei suoi lavori la combinazione del grottesco e dell’umoristico, del familiare e dell’assurdo, danno vita ad accostamenti estetici forti e narrazioni avvincenti.

È conosciuto principalmente per il suo concetto di Dittatura dell’Arte, “Diktatur der Kunst”. L’artista, secondo lui, non ha scelta che seguire ciò che dev’essere fatto, ciò che l’Arte gli ordina di fare. Non ha importanza chi sia il “servitore” che ha prodotto un’azione sotto il comando dell’arte. E’ un gioco, un atto di sottomissione alla potenza febbrile della creatività.

Installation view, Studio Gariboldi

Questo dipinto di grandi dimensioni, con tematiche potenti e un’espressività tracotante, è risolto da Meese in maniera armonica, ottenendo un insieme di note urlate per colore e soggetto, omogenee e composte. La sua è una voce inconfondibile a cui si unisce un modo espressivo assolutamente personale.
Un’opera pienamente riuscita, da considerarsi museale.

“L’arte decide cosa fare. La scelta dei colori è fatta dai colori stessi. L’evoluzione dell’arte è l’evoluzione del futuro stesso.” Jonathan Meese, Interviewmagazine, 2011