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Aiko Miyawaki nella mostra Anti-Action al MOMAT di Tokyo
05.06.2026
Si è conclusa nel febbraio 2026 al MOMAT (The National Museum of Modern Art di Tokyo) la mostra Anti-Action: Artist-Women’s Challenges and Responses in Postwar Japan, una riscoperta delle artiste giapponesi del dopoguerra. Di questo progetto espositivo resta oggi il prezioso catalogo, pubblicato dal museo e un buon riferimento riferimento per gli studi sull’arte giapponese del secondo Novecento, e per i collezionisti.
La mostra è una rivisitazione critica del lavoro di un gruppo di artiste giapponesi dal 1950 al 1960, e ha messo in discussione la narrazione storica che per lungo tempo ne ha ridotto o oscurato il ruolo. Accanto a figure oggi ampiamente riconosciute come Yayoi Kusama e Atsuko Tanaka, la mostra restituisce visibilità a una generazione di donne il cui lavoro è rimasto per decenni ai margini del dibattito artistico.
Tra le artiste esposte, Aiko Miyawaki occupa una posizione di particolare rilievo. Sebbene attiva sulla scena internazionale già dagli anni Sessanta, il suo lavoro è stato oggetto di una più ampia riscoperta museale solo a partire dagli anni Novanta. Anti-Action ne riafferma oggi l’importanza all’interno delle ricerche sperimentali del dopoguerra, sottolineando il contributo originale che l’artista ha dato allo sviluppo dell’astrazione e delle pratiche legate allo spazio, alla luce e ai fenomeni immateriali.
Il catalogo che accompagna la mostra restituisce visibilità a una generazione di artiste il cui contributo è oggi oggetto di una necessaria e sempre più ampia rivalutazione.
Anti-Action: Artist-Women’s Challenges and Responses in Postwar Japan
The National Museum of Modern Art, Tokyo (MOMAT)
16 dicembre 2025 – 8 febbraio 2026



