Biografia di Giovanni Gariboldi

Giovanni Gariboldi è un gallerista italiano. È nato a Milano, il 4 gennaio 1964, dove studia architettura, attratto fin da giovane dall’arte moderna. Inizia a lavorare come dealer durante i primi anni di università maturando un profondo interesse per la pittura informale degli anni Cinquanta. A soli venticinque anni apre uno studio in Via Ciro Menotti a Milano dove inizia a prendere forma il suo progetto di galleria che verrà inaugurata nei primi anni Novanta in Corso Monforte 23.

È di questo periodo l’incontro con l’Informale italiano, i viaggi a Parigi e l’approfondimento di pittori e scultori non ancora celebrati dalla storia e dal mercato dell’arte. Prendono forma le prime mostre e risulta immediato il taglio originale della proposta che punta fortemente alla ricerca, all’approfondimento e al rilancio degli anni Cinquanta e più in generale, dell’Arte del dopoguerra, un periodo storico importante per la città di Milano e per la Storia dell’arte internazionale. Studio Gariboldi attira l’attenzione della critica, inaspettati sono i passaggi di Lea Vergine o le sincere parole di recensori sui quotidiani, come nel caso di Sebastiano Grasso sul Corriere della Sera.

Dopo dieci anni di lavoro la sede della galleria si amplia, spostandosi in Via San Damiano 2. Iniziano le ricognizioni sull’informale internazionale e relativi sviluppi degli anni ‘60. Lo Savio, Soto, Gianni Colombo per citarne alcuni. Anche la partecipazione alle maggiori fiere d’Arte nazionali diviene un appuntamento sempre pensato nell’ottica della proposta di gusto. La linea della galleria mantiene le sue promesse di coerenza e valore intrinseco dell’opera, non dimenticando mai le sue radici e gli ideali fondativi.

Nel 2003 nasce il figlio Francesco e da Via San Damiano, Giovanni Gariboldi decide di spostarsi nella zona gentrificata di Via Ventura, nell’area dell’Ex Faema, nuovo distretto artistico di VenturaLambrate, dove si stanno man mano trasferendo le maggiori gallerie di contemporaneo milanesi e non. De Carlo, Minini, Zero sperimentano una sinergia di vernissage e white night, entrando in stretto contatto con l’onda del Fuori Salone durante la settimana milanese del Design, che si approprierà per almeno un decennio della zona. Sono di questo periodo le mostre di Salvatore Scarpitta, Nobuya Abe, Ray Parker, Calderara, e l’invenzione dei Dialoghi tra oggetti d’arte, l’allestimento del bosco di Mirko insieme ai ragazzi adolescenti di una scuola di quartiere e la simbolica Unpaking allestita durante il periodo di lockdown a seguito della pandemia del 2020, in cui tutte le opere giacevano imballate in grandi scatole di legno, accatastate in un disordine ordinato, ansiose di ritornare visibili e frequentabili dal pubblico a fine lockdown.

Alla ripresa, nel giugno del 2022, Giovanni Gariboldi ritiene che i tempi siano maturi per ritornare con la sede della galleria in centro a Milano, rimettendo il focus sull’attività espositiva e sul collezionismo d’elité. Per Giovanni elité significa comprensione dell’arte, espressione di un gusto e fiducia nei confronti della proposta della galleria. Ritrova le collaborazioni letterarie fondative e l’originario indirizzo di Corso Monforte 23 a Palazzo Cicogna e rilancia il nuovo spazio senza dimenticare tutto l’apprendimento online messo in campo negli anni precedenti. Un sito web, la presenza sui social, le stanze luminose e dotate di moderni confort di accoglienza, un’energia nuova e la volontà di comunicare la propria matura visione dell’arte.

Al centro del proprio lavoro di gallerista Studio Gariboldi mette il rapporto con il collezionismo, la stampa e in generale tutto il pubblico. Nel nuovo progetto ritorna la dimensione di ricerca ma soprattutto riprende quella di incontro e di apertura alla città come luogo di scambio artistico e culturale, in controtendenza con la chiusura imposta dalle condizioni planetarie e da quelle socioeconomiche italiane.