Press

Katsumi Nakai sul New York Times 

15.09.2026

Katsumi Nakai, l’artista che portò l’origami nello Spazialismo milanese.
The New York Times, articolo di Max Lakin — 9 luglio 2026

“Nel 1964, l’artista Katsumi Nakai lasciò il Giappone per un viaggio pianificato attraverso l’Europa e gli Stati Uniti — “inseguendo il sole”, come lo definiva lui stesso. Arrivò fino a mezzogiorno. Affascinato dalla combinazione di capolavori classici e fermento sperimentale che trovò a Milano, Nakai vi trasferì la famiglia e vi rimase per trent’anni, entrando a far parte della cerchia degli artisti progressisti della città: Enrico Baj, Edmondo Bacci e Lucio Fontana, il cui Movimento Spaziale, o Spazialismo, metteva in discussione i limiti della pittura come superficie fissa da avvicinare con lo sguardo. Fontana tagliava e forava la tela. La soluzione di Nakai, al tempo stesso più delicata e più radicale, fu quella di lasciare che fosse il quadro ad avvicinarsi allo spettatore (…). L’approccio di Nakai univa l’avanguardia occidentale alla sensibilità e all’artigianalità tradizionale giapponese. Le sue opere fondevano l’origami; il kiri-e, la meticolosa arte giapponese del ritaglio della carta; e il butsudan, i piccoli altari domestici che onorano i parenti defunti, con le pale d’altare che aveva incontrato vagando per le chiese milanesi. Creò un linguaggio tutto suo (…).”

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