Arte&Cinema
Rental Family: il Giappone dei sentimenti
10.03.2026
Rental Family: il Giappone dei sentimenti
Abbiamo scelto Rental Family, della regista giapponese Hirari, per quattro motivi. Il primo è Tokyo, diffusa e intima. La frequentiamo entrando nelle case e nei ristoranti. Il secondo sono le piccole cose delicate della vita. Tra esse una gruccia da cui pendono colorate meduse trasparenti, realizzate con le bottiglie di plastica da una bimba bellissima. Il terzo riguarda le relazioni e le distanze. Siamo fatti di questo e in base ai metri che ci separano decidiamo chi siamo per gli altri. E poi c’è il quarto motivo che c’entra con l’estetica pura: Rental family è il teatro della vita, dove la fotografia di Takurô Ishizaka racconta il gelo emotivo prima con i toni freddi in cui domina il blu, poi man mano, con i colori che si scaldano, e trasformano i personaggi. Ogni inquadratura è un quadro e insieme alla colonna sonora compone un film nel film. Alla fine negli occhi vi resteranno case e radici d’albero, zainetti e interni intimi, immagini che messe insieme formano l’identità dei personaggi.
Questo film ci interessa perché ogni oggetto, colore, forma che portiamo nelle nostre case ci segna, e parla di noi agli altri.



