Arte&Cinema

Il suono di una caduta

23.03.2026

Il suono di una caduta

Ascoltare il silenzio. Attraversare il vuoto. Restare, nonostante tutto.

Abbiamo scelto di scrivere del film Il suono di una caduta di Mascha Schilinski, perché lavora sulle tensioni più sottili presenti in ogni rapporto umano e su ciò che accade sotto la superficie degli eventi. Ci interessa proprio questo sguardo sulle crepe invisibili delle relazioni e sui momenti in cui qualcosa si rompe, e allo stesso tempo si ridefinisce.

La caduta del titolo non è soltanto fisica, ma anche interiore. In questo spazio fragile si muovono figure femminili complesse, raccontate in ogni età della vita, lontane da ogni stereotipo.

Anche gli ambienti partecipano profondamente alla narrazione. Le scenografie curate da Cosima Vellenzer, tra pareti scrostate, superfici opache e stanze attraversate da una luce quasi polverosa, trasformano gli spazi della casa in luoghi della memoria, come se il tempo si depositasse sulle cose. Fabian Gamper, autore della fotografia, accompagna questa dimensione con immagini sospese, dove la luce naturale sembra emergere dall’interno degli ambienti.

Alcune inquadrature richiamano l’immaginario della fotografa Francesca Woodman, dove i corpi dialogano con muri, porte e specchi fino quasi a confondersi.

È un cinema fatto di silenzi, luce e architetture interiori, in cui ogni immagine sembra trattenere l’istante esatto in cui qualcosa cade e si trasforma.

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